Il laboratorio artigiano Materia Ceramica

La lavorazione dell’argilla: il “lucignolo” e il colaggio

Il “lucignolo” è una delle modalità di lavorazione manuale dell’argilla: l’impasto di terra viene lavorato completamente a mano creando la forma voluta.
E’ il metodo più antico per la foggiatura di oggetti in terracotta, soprattutto per gli oggetti d’uso.
Nel laboratorio Materia Ceramica vengono prodotti con questo metodo gioielli, portachiavi, papillon e accessori di ogni genere, anche personalizzati su ordinazione.
Nel laboratorio si esegue inoltre il colaggio dell’argilla in stampi di gesso costruiti ad hoc e personalizzabili: questo tipo di lavorazione permette di creare forme particolari e del tutto nuove nella lavorazione della ceramica tradizionale.

Dalla terracotta al “biscotto”

Uno dei momenti salienti della lavorazione artigianale della ceramica è la prima cottura della forma in argilla che permette di ottenere l’oggetto in terracotta, definito tecnicamente “biscotto“. La creazione di una forma presuppone un precedente lavoro di disegno e progettazione, a cui segue la foggiatura vera e propria dell’oggetto: quest’oggetto, opportunamente messo ad asciugare fino a raggiungere la durezza cuoio, verrà cotto in forni speciali alla temperatura di 960-1070°C (per ottenere quelle che vengono definite “terraglie tenere“, che sono alla base della lavorazione tradizionale umbra). La cottura può essere eseguita anche a temperature più alte, per le cosiddette “terraglie forti“: in ogni caso essa trasformerà l’impasto di terra, per sua natura estremamente duttile, in ceramica (dal greco antico  κέραμος, ‘kéramos’, che significa “argilla”).
Per la loro composizione fisica, assai articolata, i materiali ceramici possono avere caratteristiche molto diverse tra loro: diversi gradi di durezza, diversi gradi di resistenza al calore, diversi punti di fusione; per questo sono impiegati in numerosissimi settori dell’industria, della medicina e della ricerca scientifica.

La lavorazione artigianale della ceramica umbra: lo smalto e la maiolica

La tradizione della ceramica in Umbria si perde nella notte dei tempi. Dagli Etruschi ai Romani ai Greci, la penisola italica è costellata da storie antiche che parlano di argilla, di colori, di mani, di cotture diverse applicate non solo per ottenere oggetti d’uso ma anche creare tradizioni artistiche di grande livello.
L’ Umbria, in particolare le zone di Deruta, Gualdo Tadino e Gubbio, che per la natura del proprio territorio offrono la materia prima dell’argilla, hanno sviluppato la lavorazione della maiolica: questo termine (che deriva dal nome dell’Isola di Maiorca, centro medievale del commercio di tali prodotti) definisce l’oggetto in terracotta ricoperto di un bagno di smalto stannifero, che crea la base bianca su cui andrà ad essere applicata la decorazione a pennello.